Carneade… chi era costui?

In altro blog (vedi “Quell’Aquila nera sopravvissuta alle bombe) abbiamo raccontato che la famiglia Scerni acquistò nell’immediato dopoguerra il Palazzo dell’Aquila nera, che si trova sul lungomare di Livorno, per farne un restauro che riparasse le ferite dei bombardamenti americani.

Ma chi erano/sono gli Scerni?

Nel titolo di questo blog abbiamo citato, scherzando, il famoso Don Abbondio dei Promessi Sposi che nel primo capitolo cita lo sconosciuto Carneide. Non a caso abbiamo fatto questa citazione: trovare le tracce di Paolo e della famiglia Scerni non è stato semplice anche se è un cognome molto diffuso e che appartiene a persone famose.

L’ipotesi più accreditata è che si tratti di una famiglia genovese molto importante e molto… facoltosa. Lo era sicuramente all’epoca del nostro racconto che si rifà agli anni ’38-’40 quando acquistarono La Fattoria di Libbiano, precedentemente dei Conti Guidi. Negli stessi anni acquistarono anche la Scuola che nel dopoguerra, quando furono assunti moltissimi libbianesi che realizzarono il restauro dell’edificio. La famiglia Scerni dette una maggiore legittimazione con tanto di insegna a lettere cubitali che, per il paesinio in cui era situata, poteva sembrare esagerata e intitolarono la scuola a Paolo Scerni.

Qui le memorie dei libbianesi in parte si dividono: secondo Virio Barsotti (oggi purtroppo scomparso) questa scuola inizialmente era come un collegio privato, come molti altri con lo stesso nome, che poi furono… parificati avendo contributi statali (notizia non certa).
Secondo la memoria di molte altre persone che la frequentarono è sempre stata una scuola pubblica che non richiedeva esami integrativi o di selezione per continuare gli studi in altri Istituti. (leggi articolo sulla Scuola Elementare di Libbiano)

Ma torniamo alla famiglia Scerni: a dir la verità sono molte le persone che si evidenziano con questo cognome ma è probabile che facciano capo alla famiglia genovese che nel 1840 fondò l’azienda per la distribuzione delle merci dal porto di Genova in tutta Italia (oggi Gruppo Scerni). Questa nostra ipotesi è avvalorata, se ben sappiamo leggere, da un Decreto del 1952 che inizia recitando testualmente:

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 dicembre 1952, n. 3903 
Approvazione del piano particolareggiato di espropriazione compilato dall’Ente per la colonizzazione della Maremma tosco-laziale e del territorio del Fucino di terreni di proprieta’ di Scerni Elena maritata Hardonin di Gallese, Enrico, Luigi e Mario, fratelli e sorella fu Paolo, in comune di Pomarance (Pisa).

In questo allegato il Decreto a firma di Luigi Einaudi dove sono messi in evidenza i nomi dei terreni e dei luoghi posseduti dagli Scerni nel pomarancino.

Enrico Scerni, nato nel 1944 come Gianni, oltre che armatore è stato anche presidente della squadra Genoa Calcio dal 1997 al 2001 poi presidente del Registro Navale Italiano. Qualche anno più tardi, proprio come presidente del RINA, prese una posizione molto netta contro la società armatrice della Costa Concordia e del comandante Schettino affermando: «È una follia che sia potuta accadere una cosa simile con il mare calmo e il cielo stellato. Andare così vicini alla costa è una bravata da velista, ma che non può fare chi conduce una nave di quelle dimensioni». (vedi articolo online)

Ma tornando al Decreto del 1952, forse fu proprio questo a porre fine alla benefica influenza che gli Scerni ebbero nei loro possedimenti pomarancini dando l’abbrivio all’Ente Maremma. Ma di questo scriveremo poi…

S.E.&O.

Questo articolo è stato scritto col prezioso contributo di Andrea Bartalesi che ha fatto le accurate e per niente facili ricerche. Un vivo ringraziamento va anche a Giovannella, Vanna, Gabriella, Iria, Luciana, Salva, Vanda, Tiziana e Virio scusandoci con le persone che involontariamente non sono qui elencate.

Decreto ministeriale 1952

Per fare maggiore luce sul nome di Paolo Scerni, riportiamo una notizia datata 24/03/2021

UNA TRAGEDIA DI UNA FAMIGLIA E DI UNA CITTA’

(tratto da una notizia di BLITZ QUOTIDIANO)

Paolo era figlio di Gianni Scerni, già leader dello shipping genovese, già presidente del Genoa Criket and Foot Ball Club, della Camera di Commercio di Genova e del Rina, l’ente di certificazione con peso mondiale: è l’ultima vittima di una settimana terribile. Aveva 46 anni.

Paolo Scerni era il responsabile della importante attività di agenzia marittima con molte cariche nel business di famiglia e una leadership conquistata con le sue capacità. La A26 al momento era l’unico percorso per andare a Milano, dato che la A7, la direttissima costruita ai tempi di Mussolini e raddoppiata dopo la guerra, era chiusa in partenza da Genova.

Gli Scerni sono stati già ripetutamente colpiti da un destino crudele.

Due fratelli di Gianni erano morti, circa 60 anni fa, in età giovanile in incidenti stradali. Lasciarono l’eredità, ma anche il peso delle attività di famiglia in diversi settori, non solo in quello navale e marittimo, a Gianni. Poi colpito da giovane padre dalla morte dolorosissima di una figlia di soli due anni. E, più recentemente, da quella della moglie, Savina, uccisa da un tumore in pochi mesi. Savina era un personaggio a Genova non solo come moglie di un leader cittadino ma perché impegnata nel teatro come importantissima manager…

Nota: ipotizziamo che il Paolo Scerni a cui era intitolata la scuola elementare di Libbiano fosse uno dei due fratelli di Gianni precocemente scomparsi.

Paolo Scerni, figlio di Gianni
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